mercoledì 15 dicembre 2021

Una Reginella da Gambardella

 Una Reginella da Gambardella



Se Parigi, val bene una Messa, Napoli ne vale almeno due, se non tre, di Messe!

Napoli, città di meraviglie nascoste, è sempre nel nostro cuore.

Quest'anno un gradito regalo mi è giunto: era un soggiorno nella città partenopea. Due erano le mete previste: il centro storico e il Museo Ferroviario di Pietrarsa.

Il giro a piedi nella parte più tipica, gustando qualche caffè e qualche sfogliatella, fino a giungere nei pressi di via San Gregorio Armeno, visto il tema che ruota intorno all'8 Dicembre: il Presepe.

Scegliere un giorno in cui ci sia poca gente, e si possa girare con calma, in questi giorni è praticamente impossibile. Tutti vogliono andarci, anche perché è consuetudine aggiungere ogni anno qualche personaggio, qualche casetta, qualche pastore e un po' di pecorelle al nostro presepe.

Ed eccoci. Salendo via dei Tribunali, s'incontra la città, quella vissuta con quotidianità e quella dei turisti che si accalcano immortalando nei loro scatti le bellezze e le singolarità che solo questa città sa dare.

Mio marito, per passione, da anni realizza presepi ideando di volta in volta ambienti diversi in cui alloggiarli. Quindi per arricchire con statuine autentiche si è rivolto all'azienda Gambardella che spedisce online tutto quanto necessario a costruire quell'immagine autentica che i presepi più belli sanno trasmettere: la magia della nascita di Gesù Bambino e la gioia che li circonda come un'aurora!

Ho avuto il piacere conoscere un po' della storia di questa famiglia dal Sig. Vincenzo, che rappresenta  la quarta generazione. Tutti, partendo dai bisnonni si sono dedicati alla vendita, e lui ha dato vita all'invio, ormai in tutto il mondo, dei pezzi indispensabili per realizzare presepi.

Qui si trova di tutto, ma proprio tutto. Dai piccolissimi personaggi che mio marito ha inserito in un guscio di noce, ed è una meraviglia per gli occhi; alle teste, mani e  piedi di terracotta, realizzate utilizzando le stesse tecniche dei Maestri del '700 Napoletano, manufatti orgogliosamente solo italiani, da rivestire con abiti lussuosi come si vede dalla foto.


In mezzo a tutto quel ben di Dio mi sono sentita come una Reginella, non per via del mio secondo cognome, ma per dovizia nel riconoscere quante attenzioni a me riservate.







L'articolo non l'ho scritto per fare loro pubblicità, perché non è necessaria, ma solo perché mi hanno illustrato il loro mondo, che non vive solo nel periodo natalizio, ma dura tutto l'anno! E questo la dice lunga sul loro sapere, sull'aprirsi a nuovi orizzonti, a nuovi mercati spalancando la bottega come un sorriso che scaturisce quando guardi il mare e il sole che si rispecchia amabilmente!



Napoli, 5 Dicembre 2021

Germana Blandin Savoia

Dietista, autrice, blogger (https://firsttime58.blogspot.com)

Eccellenze di montagna

 


Eccellenze di montagna


Lassù dove le vette s'imbiancano di neve con l'arrivare dei primi freddi, ci sono le mie radici.

Solide, affondano saldamente nel terreno e mi donano la forza per affrontare la vita.

Anche gli altri abitanti della montagna sono così, come me. E oggi vorrei parlarvi di Giovanni.

Lui è imponente, come le meraviglie che sa creare. Lavora nel suo panificio aperto nel 1975 a Rubiana (TO), per intenderci: sulla strada che porta al Colle del Lys.

Giovanni ha l'arte del fare, sotto i suoi polpastrelli. Sembra inverosimile, ma quando ancora non c'erano le impastatrici elettriche, la notte quando panificava, e tirava a mano la pasta per i grissini sulla spianata, ricordo che lievi tracce dei suoi polpastrelli erano impressi sui grissini. Che dire poi delle “micche di cusioria”*! Il profumo dei lievitati arrivava fino in strada, passava e passa ancora oggi, dalla fragranza del pane appena sfornato, al dolce nei tempi di festa.

Pensando ai tempi andati, mi sovviene quando ancora piccola, spezzavo i grissini nella scodella del caffelatte, così friabili, con un gusto ineguagliabile, che una volta ammollati, sembravano brioches dentro il cucchiaio.

Ma ora è quasi Natale, la sua maestria arriva ai panettoni, dove accontenta proprio tutti: dal classico Milano, ai mandorlati farciti (albicocca, frutti di bosco, pere e cioccolato). Ma la cosa che non sa Giovanni, è che da tempo inviamo i suoi panettoni in Sicilia, così l'unità d'Italia è fatta, mangiando al Sud l'eccellenze del Nord.

A dire il vero anche i grissini hanno viaggiato con noi fino ad arrivare in Sicilia ad un nostro zio che era innamorato “dei grisin”.





Giovanni fa di nome come il mio babbo, e in primavera eravamo soliti fermarci davanti al suo negozio perchè il babbo scambiava con lui le piantine di pomodoro (le famose tumatiche di Giuvanin, il mio papi).

Che dire se il fornaio pasticciere è anche un amante dell'orto, allora...é super meritevole della nostra fiducia e del nostro plauso.

Stamattina passando da lui per ritirare il solito ordine dei nostri panettoni, gli ho detto che mi era venuto in mente di scrivere un articolo su di lui. E' rimasto sorpreso e stupito, e anche un po' contento tant'è vero che mi ha assicurato d'inviarmi le sue foto sul procedimento dall'impasto, con le dosi degli ingredienti, fino alla cottura in forno.

L'articolo non l'ho scritto per fargli pubblicità, perché non ne ha bisogno, semplicemente perché:

Lon che a lè bun è mej cuntelo a tuti!”.

Traduzione

Quello che è buono è meglio dirlo a tutti!”.

Ai lettori un ciao e Buon Natale, con l'augurio sincero che ci sia più gioia per ognuno di Voi!



14 Dicembre 2021

Germana Blandin Savoia

Dietista, autrice, blogger (https://firsttime58.blogspot.com)


*micche di cusioria (nome piemontese di un tipico pane)


venerdì 29 ottobre 2021

IL MIO REPORT SU TUTTOFOOD 2021

 IL MIO REPORT SU TUTTOFOOD 2021

L'attesa è stata veramente lunga, dopo l'ultima rassegna del 2019, tutto è cambiato e l'adeguarsi agli eventi non è stato semplice. 

Ma ora...a tutto gas verso la rassegna TUTTO FOOD 2021!

E' stato per me un momento unico, trepidavo e anelavo all'idea di esserci, di visitare, di guardare, cercare le chicche e renderle note. Mi sentivo quasi nuovamente una scolaretta che per la prima volta partecipa ad un convegno: “Together now, together again!”.

 

E Milano ancora una volta ha fatto centro. 

Grande organizzazione. Grande impegno di tutti, del resto come recita il proverbio: “ Milano è grand Milan”.

 

Sono felicissima, ancora adesso mentre scrivo, per l'emozione provata nel vedere la partecipazione, non ho ancora controllato i dati dell'affluenza perché la rassegna sta chiudendo i battenti, ma sono sicura siano altissimi. 

Come altissima, è stata la richiesta del nuovo, dell'adeguarsi a nuovi ritmi di vita e nessuno, è andato via senza portare con sé l'entusiasmo che il cibo trasmette.

Questa volta non ho voluto seguire e conoscere in anteprima i marchi aziendali portati in rassegna, perché la sorpresa è anche uscire dai canoni dei programmi, per avere visioni diverse, saggiare seguendo il ritmo dell'istinto mi ha condotta a conoscere delle vere e proprie eccellenze.

Verso le 11,00 avevo un gran desiderio di caffè e quindi mi sono fiondata negli stand preposti. 

 "BIANCHI"

Qui, sono stata attratta da un bellissimo spazio dal tipico nome italiano ‘Bianchi’, peccato che i due ragazzi mi rispondono: “Here speak English only”.    

Io: “ It’s not a problem, I speak English. Well, is it possible to have a coffee, please? And do you have sugar?”                                      Loro: “Yes madam, white or brown”.          Io:” Brown, thanks”.  Poi chiedo: “ Where do you come from?”                                       Loro: “Bulgaria”.                                        “My very compliments, the coffee is very good”.

E dopo un buon caffè, inizio il mio tour.

Vedo un enorme pane di Altamura, faccio due chiacchiere con il fornaio 



e proseguo alla ricerca di una materia prima: il riso.

 "RISERIA CERIOTTI" 

Ed ecco che allo Stand E42  la Riseria Ceriotti di Novara, mi presenta l'arte del riso. 

“E' un'Azienda arrivata alla quarta generazione” mi dice orgoglioso, l'ultimo rampollo della Casata fondata dal bisnonno nel 1934, dove ricerca, innovazione, scelta ed esperienza fanno il distinguo. Studi per raggiungere sempre gli obiettivi del prodotto migliore. 

E se hanno resistito ben 87 anni, vuol dire che hanno tutte le carte in regola per continuare ad essere sul mercato perché sanno offrire il meglio ai loro clienti. Chapeau!

L'azienda si può visitare, il territorio a cui appartiene è quell'angolo del Piemonte che da sempre si è dedicato alla coltivazione del riso, dove la sua storia era cantata dallo scandire del lavoro delle Mondine, preziose e utili donne in un tempo in cui, i macchinari di oggi erano inimmaginabili. Ma la base del loro successo è sempre e solo, nel segreto della qualità.

 


 

 "BRUSA"

 Ora si salta il secondo e vi porto direttamente verso i dolci, verso la fragranza che suscita il   desiderio di addentare quelle forme ahimè solo rappresentate in gigantografia sul muro di Brusa.

Simbolo della tradizione e qualità piemontese dalla panificazione dei grissini lunghi, o dei grissini corti, fino ai famosi Rubatà per poi passare alle paste secche come i baci di dama, lingue di gatto, torcetti, krumiri, le paste di meliga del sapore dei vecchi forni, e per finire i famosi Canestrej di Biella.  


Ma Brusa non è solo questo, arriva a Natale con i suoi Panettoni, espressione della sublime arte dolciaria e a Pasqua, le sue colombe volano sulle nostre tavole per ricordarci che la fine pasticceria, aiuta a stare bene insieme, e insieme è bello fare festa!


"FIORAVANTI ONESTI"

Naturalmente i dolci vanno accompagnati dal buon vino, quindi tappa da Fioravanti Onesti di Treviso che dal 1808 è un ambasciatore del territorio italiano nel mondo. 

La Tenuta Fioravanti possiede un terreno ricco di una vena di Caranto, un'argilla compatta che conferisce poi ai vini quel quid in più che li caratterizza. Un'accurata selezione delle uve, produce il risultato migliore che riecheggia nei calici offerti. 

Il nettare degli dei? Eccolo, basta sorseggiarlo e si comprende perché è chiamato così. Qui si sono succedute sette generazioni, e ogni generazione ha saputo coltivare con meticoloso lavoro, passione e cura, l'attenzione volta ad ottenere quello che viene chiamato l'eccellenza del prodotto. 

I vini con sentori diversi, raggiungono il palato ispirando inebrianti pensieri.

 





"ROTARI"

 E per finire una sosta a casa Rotari dove dentro ogni bottiglia c'è da scoprire una storia di aromi e profumi che partono dalle Dolomiti e riempiono i calici spumeggiando. 

 Dalle montagne, dal loro clima, dagli antichi terreni coltivati con la perizia di un padre di famiglia, si ottengono uve Chardonnay e Pinot nero raccolte da sapienti mani che riescono poi a creare quella magia che vediamo sprigionarsi dalle bollicine che salgono in superficie nei nostri bicchieri. Aromi tipici di un vino lentamente maturato, arrivano portando con sé note di lampone e ciliegia che riuniscono l'essenza del meglio della produzione. 

Qui, ho assaggiato il Rotari Alperegis Pas Dosè, dove ho dato prova della mia conoscenza in campo della vinificazione relativa alla differenza dello spumante ottenuto con il metodo classico, rispetto a questo metodo produttivo che conferisce un perlage delicato e molto fine.   






Tuttofood è enorme da visitare, ma è la ricerca delle meraviglie nascoste che rende la visita lieta e irripetibile ogni anno!

 

Torino, 26 Ottobre 2021





venerdì 25 settembre 2020

27/09/1920 - 27/09/2020 Oggi papi saresti stato centenario






27/09/1920 - 27/09/2020 

Oggi papi saresti stato centenario.


  

Giovanni Blandin Savoia 



La tua vita è stata dura.

Sacrifici per sopravvivere in una Italia povera.                                   

Quando tu nascesti la terribile epidemia della “spagnola” aveva mietuto intere generazioni, ed era  anche allora un anno bisestile. Poi le scuole elementari dove ti annoiavi e ti facevi espellere ogni giorno perché sapevi già più degli altri e quindi era superfluo restare in classe ad ascoltare all'infinito la lezione dei giorni precedenti. 


Poi venne la guerra e tu fosti chiamato al fronte, in prima linea, dove lo scoppio delle bombe ti lacerarono le retine dei tuoi occhi. Ma tu giovane ventenne non potevi saperlo, obbedivi e stop. Eri nel Genio Guastatori, minavate e sminavate ponti e strade, secondo i comandi ricevuti. Prè-Saint Didier, La Thuile, Mentone, Nice, Antibes, ecc. ecc. Poi arrivò un telegramma: tuo padre era gravissimo e ti diedero la licenza per andarlo a trovare, ma non arrivasti in tempo. Infine l’8 settembre quando tutto fu messo allo sbando, impiegasti molti giorni per tornare a casa, a Favella (TO). Fosti anche catturato dai tedeschi che ti misero la canna del fucile in gola per ucciderti, ma non lo fecero,grazie a Dio. Questo suppergiù sono stati i tuoi primi 25 anni. A guerra finita il lavoro mancava. Da Favella in bici arrivavi fino a Torino per cercarlo, ma erano più le volte che tornavi la sera sui monti senza aver concluso niente. C’era troppa manodopera rispetto alla richiesta. Ripiegasti sul lavoro alla “Casosa”, era una cava di pietre, dove la polvere copriva i polmoni di te e tuo fratello. Ve ne andaste prima di ammalarvi. Nonostante ciò poco dopo lui morì. Fu un duro colpo per te, era il più piccolo della famiglia e tu gli eri molto affezionato. Tutto questo me lo hai raccontato tu. Abbiamo trascorso insieme 50 anni. Sei stato il mio papi. Con te al mio fianco ho percorso molto della mia vita. Se penso al coraggio con cui hai affrontato la tua vita senza mai disperarti né lamentarti, mi accorgo che eri un uomo come pochi lo sono stati. Forgiato dal dolore e temprato dalla fatica quotidiana del tuo lavoro: il muratore. Ergevi case, sapevi farti il calcolo del cemento armato senza essere ingegnere, avevi l’arte del fare nelle tue splendide e affusolate mani.


Ma ora..

Se tu fossi qui ti avrei regalato un cappello con una piuma per ridere un po’ come mi hai insegnato tu. La piuma rappresenta la leggerezza del voler vivere con il sorriso che regalavi a tutti, la consapevolezza che a volte vale più di mille parole. Tu ripetevi sovente di trovare un punto d’incontro di mediare e trovare un’intesa. Ma tu eri tu. Unico grande saggio uomo. Di cappelli poi ne avrei preso uno anche per me, perché sono ancora e lo sarò sempre la tua bersagliera. Corro col vento contro da quando sei andato via, ma non mi arrendo. Fiera di quello che ho imparato cerco di metterlo in pratica, non sempre è semplice. Dopo averti dato il regalo avremmo pranzato insieme, e brindato alla tua salute. È solo un utopico pensiero, ma tu sai che sei nel mio cuore e nell'anima e ti sento. Non ti posso abbracciare come una volta, ma se i miei pensieri fossero abbracci, mi diresti di smettere. Grazie papi per avermi scelto come figlia, la tua unica e prediletta.
"Bun compleanno Giuvanin!"

Germana Blandin Savoia


                                         Anno 1972. Papà 52 anni, io 14 anni.





 
           20 Aprile 1987 giorno del mio matrimonio, mano nella mano col mio papi fino all'altare.












martedì 25 agosto 2020

Presentazione libro La Dieta Libera

 Presentazione a cura di Germana Blandin Savoia - Dietista - Autrice - Blogger


Quattrocentoundici pagine ricche di dati e nozioni. E' attraverso queste che il Dottor Francesco Morelli ci spiega a 360° un nuovo metodo per dimagrire. Il lavoro è accurato e completo. Corredato di molte tavole a cui riferirsi e da consultare. Diviso in capitoli:

Gli Alimenti - tutti e nello specifico si spiega il fabbisogno.

L'Obesità - argomento trattato con massima cura e competenza.

Gruppi degli alimenti – con legende dei simboli adottati al fine di controllo non solo della quantità ma soprattutto della qualità del cibo da consumare.

Sezione Speciale - vengono affrontate varie patologie suffragate dai principi dietetici e comportamentali da seguire.

E per non pesare / Atlante fotografico degli alimenti – idea arguta per semplificare il metodo a dieta libera in modo da non superare mai il numero delle razioni assegnate.

Guida pratica al programma del metodo a dieta libera – sezione a cui dedicare attenzione e concentrazione al fine di seguire correttamente le istruzioni.

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Questa parte è messa in fondo al libro ma in realtà meriterebbe la posizione iniziale perché è la parte che suscita in me l'interesse principale e sicuramente anche per i lettori rappresenterà il fulcro su cui ruota tutto il resto che dovranno imparare per conoscere l'importanza di una sana nutrizione. Certo è che occorre avere i rudimenti basilari per procedere a mettere in atto il programma, quindi è corretto sia alla fine del testo.

Il nutrirci in modo adeguato alle esigenze del nostro organismo ci consentirebbe di non affrontare i sacrifici delle diete, delle rinunce, per riappropriarci di un peso perduto e soprattutto arginare il pericolo di riacquistare i chili e trovarci ad affrontare di nuovo un'altra dieta.

L'approccio del libro è senza ogni dubbio valido perché affronta i temi attuali che ci attanagliano ogni giorno quando saliamo sulla bilancia e vediamo che siamo aumentati di peso mentre invece eravamo certi di averne perso. Dunque in cosa abbiamo sbagliato?

Ecco, leggendo questo volume, possiamo renderci conto di quante e quali componenti dobbiamo valutare al fin di riuscire nel nostro proposito di perdere peso.

Innanzi tutto dobbiamo comprendere che occorre attenerci sempre alle indicazioni che ci vengono date dai medici e questo testo è proprio scritto da un profondo conoscitore della materia.


L' Autore è uno specialista in Scienza dell'alimentazione e Dietetica, Cardiologia, Endocrinologia a indirizzo Diabetologico e Metabolico. E' stato responsabile del Servizio di Diabetologia e Malattie del Ricambio presso l'Ospedale di Poggibonsi (Siena). Autorevole membro di varie società scientifiche, autore di molte pubblicazioni e articoli sull'obesità, sui disturbi alimentari. Opinionista per testate scientifiche e quotidiani. Inoltre ha già pubblicato due volumi inerenti l'argomento dieta come potete leggere sulla terza di copertina.




Ho voluto preparare una presentazione per il pubblico perché come dietista mi piace restare informata sull'evoluzione della Scienza dell'Alimentazione applicata alla dieta.

Quindi buttatevi a capofitto nella lettura e soffermatevi a rileggere ogni passo che non vi è chiaro, perché ovviamente chi non è addentro alla Scienza dell'Alimentazione, forse ha difficoltà a rapportarsi e destreggiarsi fra BMI, numero di METs, BED, ecc.

Adesso con calma iniziamo a leggere questa nuova proposta editoriale che vi darà le dritte che avete sempre aspettato, quindi consiglio per non perdere il filo di dotarsi di un quadernetto su cui segnare le varie spiegazioni degli acronimi medici e scientifici usati, in modo da farli propri e procedere spediti nell'apprendimento. In effetti si tratta veramente di apprendere le basi per iniziare a volersi bene, e ricordatevi che  imparare a mangiare sano significa vivere più a lungo e bene. E chi non lo vorrebbe?

Inoltre il quadernetto sarà utilissimo per riportare gli schemi da eseguire e seguire scrupolosamente relativi all'ultimo capitolo. Non voglio spaventarvi, non dovete sostenere un esame o essere interrogati, ma semplicemente darvi indicazioni utili, come anch'io ho fatto!

Addentrandoci fra i capitoli vorrei segnalarvi quello che a me preme di più: 

"L'Obesità". Malattia ancora oggi non riconosciuta come tale, ma un fenomeno che incide sul costo e sulla qualità della vita in modo sempre più preminente. Malattia difficile da trattare per tutte le implicazioni che comporta e qui nel libro l'argomento è trattato a fondo e con dovizia di particolari fino a parlare di chirurgia bariatrica, che per molti rappresenta l'ultima spiaggia. 

Molto interessante è la parte che raccoglie le norme comportamentali. Sembrano un elenco di nozioni inutili, mentre invece sono le fondamenta per imparare a seguire un programma dimagrante con successo. Mi soffermo sulla n. 52 che recita: Non cercate scuse (tipo "non ho tempo", sono "troppo grasso" o "troppo stanco" ecc.) per evitare di fare attività fisica. Molto importante per il nostro cuore, muoversi. Non viene richiesto di fare le Mille Miglia, ma di camminare, ogni giorno, come respiriamo senza doverci pensare, così dovremmo farlo diventare consuetudine, ossia muoverci, fare le scale a piedi evitando gli ascensori, certo se abitate in New York al 140° piano non vi viene chiesto di farli tutti a piedi! Ma viene ribadito che l'attività fisica è fondamentale per tutti, e a maggior ragione per chi ha bisogno, assolutamente, di perdere peso!

Gli Alimenti - Vi segnalo la pagina 34 del Peso ideale dove troverete la vostra tabella di partenza. E' basilare compilarla. Dovrebbe essere poi la copertina del vostro quaderno, così avrete sempre in evidenza le righe:

OBIETTIVO PESO KG.

IDEALE KG.

Niente male come inizio vero?

Per tutto il resto invece, lascio a voi la curiosità del saperne di più, quindi tocca leggerlo e fare vostre proprie tutte le conoscenze e informazioni date. Vi assicuro che gli elementi contenuti rappresenteranno poi la cognizione di essere passati da livello di novellini in materia a livello di provetti e capaci tirocinanti. Per cui non vi resta che affrontare il vostro cambiamento con questa innovazione proposta dal libro appena letto!


giovedì 16 aprile 2020

Presentazione libro " MICROBIOTA"








MICROBIOTA


Presentazione a cura di Germana Blandin Savoia – Dietista - Autrice - Blogger


Il libro è suddiviso in dieci interessanti capitoli, distinti ognuno da tenui colori pastello, che si lasciano leggere tutto d'un fiato.
Gradevole l'idea del menù settimanale per la pancia felice a fine libro.
Scritto a due mani da Silvia Di Maio biologa applicata alla Scienza della Nutrizione e Federico Mereta medico.

La pubblicazione è avvenuta in collaborazione con Fondazione Istituto Danone, impegnata nella divulgazione di testi inerenti alla salute.
Per capire e dipanare l'argomento gli autori si sono avvalsi di un gruppo scientifico di sette esperti e attraverso le domande e le risposte sono giunti ad eviscerare questo sconosciuto di “Microbiota”.


Del microbiota ne ho sentito parlare almeno cinque anni fa in uno dei congressi medici cui ero stata invitata. Si tratta di un'entità dinamica che cresce e si modifica con noi. Ossia è dotato di un auto modulazione in risposta agli eventi esterni, garantendo resistenza e resilienza necessari a mantenere l'equilibrio al nostro organismo.
Se dovessimo riassumere brevemente l'attività che svolge lo vedremmo impegnato in diverse situazioni. Crea una barriera alle sostanze patogene, interagisce con la motilità intestinale e la digestione, fornisce un contributo al metabolismo dei grassi, e come se non bastasse ancora sarebbe in grado di influenzare l'umore intervenendo nell'azione della sensibilità viscerale.
Quanto sopra scritto si riferisce all'individuo sano, ma se viene analizzato il microbiota in particolari condizioni patologiche, si è visto che risulta alterato.
Condizioni di stress, stili di vita disfunzionali possono creare modifiche di rilievo al microbiota, tanto da generare l'insorgenza di disturbi gravi sia a livello neurovegetativo che neuropsichiatrico. Molti studi vengono condotti in questo ambito, alcuni ancora agli albori, altri con certezze concrete come l'evidenza che lo investe nel ruolo determinante nei disturbi d'ansia e nella depressione.

“Chi l' avrebbe mai detto che un insieme di batteri che non sapevamo neanche di ospitare, possono crearci addirittura dei disturbi a livello affettivo? “. Questo per stemperare l'analisi del testo.

Parlarvi di risposte immunitarie, o risposte infiammatorie dovute al rilascio dei lipopolisaccaridi a livello plasmatico non vi alletterebbe nel proseguire il mio sunto, per questo tralascio la parte più specifica a livello delle reazioni chimiche e proseguo nel raccontarvi alcune chicche/notizie che ho trovato facendo “zapping” fra un capitolo e l'altro.
Sono difatti stata piacevolmente colpita dagli studi intrapresi da alcuni ricercatori che hanno preso in esame la possibile correlazione fra il microbiota e l'autismo (pag.93).
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L'effetto positivo dell'esercizio fisico viene trattato per un intero capitolo, questo a sottolineare ancora una volta che muoversi fa bene, del resto non siamo stati creati per essere delle statue, quindi gambe e braccia devono essere impegnati ogni giorno in esercizi anche semplici da svolgere in casa.
Questa attività va fatta a tutte le età. Chiaramente in relazione agli anni dell'individuo, ma è importante perché potrebbe addirittura essere il risultato dell'aumento del tono vagale e nelle persone anziane e a volte sole, sarebbe un benefico effetto, direi un toccasana!
Come dietista potrei aggiungere che una dieta equilibrata: ossia mangiare di tutto in misura adeguata, sicuramente aiuta a mantenerci sani e insieme a noi mantiene sano e funzionante il nostro microbiota!



La domanda che al termine di ogni presentazione tutti si pongono: “Vale la pena di acquistarlo?”.
Germana Blandin Savoia
La risposta è: “Certamente!”.
Per chi è addetto ai lavori forse sarà un prezioso ripasso, per chi invece è digiuno dell'argomento il libro è un interessante strumento per apprendere nuove cognizioni scientifiche utili al nostro vivere quotidiano.



giovedì 19 marzo 2020

19 marzo 2020 Festa del papà. Questo era il mio Papi.





Sono nato il 27 Settembre 1920. Sì avete capito bene un secolo fa. 
La prima guerra mondiale era appena finita e i miei genitori poveri in canna hanno cercato di costruire una famiglia. Le cose poi non sono andate bene: mi hanno mandato al fronte e non avevo ancora compiuto i venti anni. Uno zaino pesantissimo un fucile in mano con le bombe che cadevano intorno a noi. 5 lunghissimi anni di guerra. Avevo amici da tutta Italia con me, ci tenevamo su di morale ma ogni giorno alla conta qualcuno di loro non c’era già più. La guerra ha mietuto il meglio della gioventù italiana. Poi un giorno mi è arrivato un congedo di tre giorni: mio padre era morto. Il tempo impiegato per raggiungere casa è stato troppo, non l’ho potuto neanche salutare, c’era già la lapide al cimitero. Ritornato indietro per non superare i giorni di permesso pena la gattabuia, ho imbracciato di nuovo il fucile per difendere la mia Sacra Patria. Ero nel Genio Guastatori, restano amari i ricordi per gli anni della guerra. Cinque anni per un giovane uomo sono troppo lunghi, ma ho sempre pensato che per i richiamati doveva essere peggio! Tolti dalle loro case, dalle mogli, strappati ai figli andavano dicendo che se, fossero ritornati vivi, i figli non li avrebbero riconosciuti. Ci siamo battuti come dei leoni, con equipaggiamenti inadeguati ma nel cuore la certezza di riuscire a portare indietro la pelle. Sporchi, con i pidocchi che ci mangiavano vivi, magri dagli sforzi da sostenere e con il rancio anche scarso non ci siamo mai persi di coraggio. La volontà di vivere non ci ha mai abbandonato anche se ho visto il diavolo camminare! Raccontare tutte le sciagure sarebbe troppo triste per chi  ascolta, sappiate solo che ogni notte fino alla mia morte al 30 novembre 2008 sognavo di essere al fronte dove gli amici mi morivano dilaniati dalle schegge e io non riuscivo a salvarli. Credetemi non ho mai augurato a nessuno quello che ho vissuto. 
Questo era il mio Papi. Giovanni Battista Blandin Savoia. 
Auguri per oggi la festa del papà e scusami se non posso neanche portarti un fiore perché al camposanto  non posso andare, ma con tutto il mio cuore ti penso ogni giorno e così sarà sempre.