lunedì 20 maggio 2019

MARCH CHAGALL - ASTI

FIRST TIME di Germana Blandin Savoia
Dietista autrice blogger



MARCH CHAGALL - ASTI



La mostra ha da poco aperto i battenti ma è già un successo di pubblico e opinioni.
Chagall lo conosco da tempo e lo amo nei suoi capolavori ispirati alla vita popolare della Russia.

Tracce di piccoli animali si celano nelle sue acqueforti. Nel 1952 ha realizzato le illustrazioni per le fiabe di Jean de La Fontaine. Le interpreta con i suoi occhi di bimbo sognante.

La sua infanzia continua ad emergere. Comunica ottimismo e ilarità anche nel bianco e nero ma lui vive a colori.

E tramite proprio alla scelta di colori vivaci e brillantissimi che lascia nei suoi quadri l'impronta di un uomo che non vuole diventare grande perché conserva in ogni dipinto la visione di un fanciullo.

Nella sua fantasia e nella sua ingenuità propria dei bambini riesce a trasmetterci il suo io al di là di qualunque cosa dipinga che si tratti di illustrare la Bibbia o si passi al "Sogno di una estate", lui dipinge sogni non realtà.

E' il pitturare fiabesco che lo distingue dagli altri.

Passano gli anni ma la fiaba e il gioco per lui sono perenni.

Guerra e pace non hanno  confini.

Il mondo è solo magia e il suo magico vivere rappresenta l'arte senza confini.

Rassegna da non perdere!
Parola di Chagall!






30 Settembre 2018






domenica 19 maggio 2019

I migliori vini italiani 17 - 19 Maggio 2019

FIRST TIME di Germana Blandin Savoia
Dietista autrice blogger


I MIGLIORI VINI ITALIANI 

di LUCA MARONI

Torino 17 - 19 Maggio 2019
Palazzo Saluzzo Paesana



Bellissima serata ieri alla scoperta organolettica dei migliori vini.
Rassegna da non perdere!
Competenze dei produttori raccontate amabilmente come l'arte di vinificare ci hanno accompagnato lungo tutta la sera.
Un viaggio attraverso l'Italia del vino rappresentata quest'anno dalla Campania, Emilia Romagna, Lombardia, Molise, Piemonte, Puglia, Toscana, Veneto, degustazioni guidate, Food, Wine Bar, ed inoltre Associazione Collezionisti Cavatappi, Gusti della Tuscia, il forno di Luca Scarcella di Torino.
Il giro fra le sale ammantate dei preziosi vini lo condivido con mio marito nonché mio fotografo personale. 
Quest'anno la rassegna si svolge in un suggestivo palazzo che conserva i fasti di un tempo andato, colto dagli scatti fotografici dove la sua bellezza è catturata nei fotogrammi da cui traspare il culto del saper vivere.
Iniziamo gli assaggi con il Pinot Nero dell'Azienda Ruinello rappresentata dalla proprietaria Donna Roberta Achilli che ci illustra le diverse produzioni dei suoi venti ettari, proseguiamo con lo spumante metodo classico, per terminare con LupoNero una Bonarda caratteristica dell'Oltrepò Pavese.
Ci fermiamo a salutare Antonio Bellicoso e accettiamo un Amor Mio. Il vino scende che è un piacere ma arde nello stomaco quindi ci accostiamo ai tavoli per alternare il bere con mini crackers, e mini fettine di pane.
Quest'anno troviamo nuovi volti con cui dialogare, una sosta da Batasiolo dove gustiamo Barolo e Nebbiolo e che c'invita alle prossime degustazioni in giro per il Piemonte.
Un'altra fermata da Donna Rosanna Melchionda titolare dell'Azienda Domus Hortae di Foggia, l'affascinate dama ci porta virtualmente nella sua terra con i suoi racconti mentre centelliniamo il suo Kia Ros. Amante della storia a tal punto che i nomi dei suoi vini anticipano gli inebrianti momenti celebrati nel passato e gustati nel presente.
Tutta la sua famiglia è coinvolta con dedizione all'arte della vinificazione fin dal 1788 e loro sono i rappresentanti dell'ultima generazione orgogliosa del saper fare!
Passiamo nella sala seguente e ritroviamo l'Azienda Montalbera nota a noi da anni, quest'anno il portabandiera è affidato al Sommelier Alberto Cotti che oltre ad essere un magnifico intrattenitore e un grande esperto della sua materia è anche Dottore in Geologia specializzato in Terroir.
Da lui cominciamo subito con Nuda, il Barbera con cui quest'anno abbiamo festeggiato il nostro Natale, poi passiamo al Ruchè, chiediamo il bianco Calypsos ma poi ci inoltriamo in una piacevole chiacchierata come fossimo amici datati. Gli rinnoviamo gli elogi per i vini Montalbera e gli diciamo che nostra figlia li ha spediti ai suoi amici in Londra, in Irlanda e in USA.
Non ci possiamo fare nulla ma da questi vini siamo affascinati dal primo anno che li abbiamo bevuti.
Una breve sosta per una Falanghina presso l'Azienda Antica Hirpinia e poi prima di terminare sostiamo a Ca' Botta dove i titolari provengono da Mosca, lui un ingegnere aeronautico lei amabile Signora del Vino che ammalia col suo dire: della sua tenuta acquistata nella zona più alta della Valpollicella e spiega che la concentrazione del vino è dovuta all'appassimento protratto grazie alla ventilazione naturale del luogo alto in cui sono. Ci danno un assaggio della loro rassegna partendo da un Amarone Tenuta Cajò, Pian di Mezzo un Amarone Riserva, Torcinato un Vapolicella DOC Superiore, Costa Rossa un Valpolicella Ripasso DOC Superiore. Fra un vino e l'altro ci concediamo un grissino per apprezzarli meglio.
Questo è tutto, ma tutto questo non sarebbe possibile senza il Dottor Luca Maroni, Dott.ssa Francesca Romana Maroni, Dott.ssa Claudia Caporale che ringraziamo per l'invito e per aver trascorso una piacevole serata in compagnia di tantissimi nuovi vini che sicuramente saranno sulla nostra tavola dopo l'ordinazione!



Torino, 19/05/2019

venerdì 17 maggio 2019

Intervista al più giovane editore Salone del Libro di Torino 2018


FIRST TIME di Germana Blandin Savoia
Dietista autrice blogger

Intervista a tutto tondo al più giovane editore del Salone del Libro di Torino 2018


Giorni fa ho avuto il piacere di scambiare alcune parole con lui.
Mi ha colpito il fatto che detesta gli editori che si lamentano e si piangono addosso. Perché così non è. Non serve a nulla. Occorre invece determinazione, forza di volontà e la voglia di fare. “Se sei bravo vendi, il resto sono scuse”. Osservazione positiva e valente, quindi adesso raccontami di te…
Nome: Lorenzo.
Cognome: Vitelli.
Età: 25 anni.
Casa Editrice: GOG di Roma.
“Il mondo universitario non mi stimolava”, inizia così… e vengo a sapere che all’età di 21 anni ha iniziato quest’avventura. Prosegue: “Mi sono laureato con la triennale adesso devo dare la Tesi in Filosofia Magistrale. Il paradosso è che tranne i libri di scuola fino a 18 anni non ho mai letto un libro. Per sbaglio sono incappato in Sartre “Il muro”, e da lì ho capito che dentro i libri ci sta’ più vita che fuori, cose che non avevo mai notato. Ti mettono le parole dentro, vedi e noti più dettagli della vita, arricchisci il tuo universo interiore.
Dopo ho letto tutto: da Platone a Houellebecq (pseudonimo di Michel Thomas).
Ho tentato per la Normale di Pisa, sono passato per Storia dell’Arte e Letteratura Italiana, ma non per Filosofia, quindi ho ripiegato sulla Sapienza di Roma. Tu entri a Villa Mirafiori ed è come entrassi in un mondo a parte, chiuso in se stesso, sterile, lontano dalla vita reale.
Quindi fare l’editore è per me: … rappresenta dare carne alle idee”.
“No per passione, ma i libri li odio, per cui li vendo, sono in conflitto, sono un ospite scomodo che mi occupa spazio”.
Gli chiedo: “E allora gli e-book?”. Lascio cadere la domanda perché siamo circondati da affamati lettori e mi ritiro sul mio foglio per mettere in bella copia quanto mi ha detto.
Mi ha fatto piacere leggere fra le righe del suo discorso, che in pratica se diamo ai lettori ciò che vogliono e chiedono: loro sono soddisfatti e lo stesso può dirsi per l’editore!
Questo è tutto per il Salone del Libro di Torino 2018!



Interviste Salone del Libro di Torino 2018


FIRST TIME di Germana Blandin Savoia
Dietista autrice blogger







SALONE DEL LIBRO DI TORINO 2018 - INTERVISTE -
Oggi 11 Maggio 2018 Venerdì – le domande:
  1. In Tv stamattina Rai 1 ha definito questo Salone “internazionale”, Lei cosa ne pensa a riguardo?
  2. Cosa suggerirebbe agli organizzatori se potesse?
  3. Come giudica il suo transito al Salone del Libro per la sua Casa Editrice?
Le risposte di:
Giovanna Mancini Editore “Il Ciliegio” al PAD. 2 Stand M114
  1. E’ vero. Torino è Torino!
  2. Di essere più organizzato. Nel comunicato di allestimento degli stand l’orario era fino alle 20,00 invece alle 19,00 siamo dovuti uscire! Al mattino, il giorno dell’apertura era ancora tutto sporco. Devo dire però è la prima volta che capita. Penso sia dovuto alla fretta organizzativa.
  3. Oltre alla vendita, contano i contatti e qui ne abbiamo sempre molti: dall’ufficio stampa, al libraio, all’editore, alle agenzie letterarie, stampatori, illustratori e autori in cerca di un editore!

Dott.ssa Francesca Fazzi Editore “Maria Pacini Fazzi Ed.” al PAD. 1 Stand B60
  1. E’ una grande opportunità l’International Book Forum. Direi proprio di sì.
  2. Quest’anno io ritengo che il rientro di alcuni grandi editori vada valutato positivamente per Torino. E questo va interpretato con successo. Però consiglierei agli organizzatori di tenere fede al mandato che riconosce l’attenzione alla piccola e media editoria. Quindi di non penalizzare i piccoli a discapito dei grandi. Ad esempio la conferma dello stand è arrivata tardivamente e questo ha inficiato il nostro lavoro organizzativo a caduta. Per la precisione una settimana prima del 10/05/2018 è troppo poco.
  3. Il Salone di Torino è sempre un’opportunità per il confronto con il pubblico. Quest’anno sono particolarmente felice di essere qui anche perché Lucca Comix è ospite del Salone, perché anch’io sono lucchese. L’ultima uscita della Collana “Italiane” che presento è Rita Levi Montalcini, quindi una grande torinese, scritto da una torinese. E anche per questo sono contenta di essere qui.

He Qing – Kimmy per “China National Pubblications Import & Export Cooperation” al PAD. 3 Stand R22
  1. Secondo me questo Salone è una bella occasione per noi per introdurre e mostrare la nostra cultura.
  2. Dentro questa fiera si organizza già abbastanza, ma il modo di entrare e fare i controlli di sicurezza devono migliorare. Ad esempio noi espositori non possiamo fare la fila di ½ o fino a 40 minuti per entrare.
  3. Questo salone dà un’opportunità alla nostra Azienda di far conoscere e anche promuovere la collaborazione, quindi l’interscambio fra i due Paesi. Tante Case Editrici e tanti autori vogliono esplorare il mercato Cinese e questo anche per loro è una bellissima occasione.
Dott. Raffaello Avanzini Editore “Newton Compton Editori” al PAD. 2 Stand J71
  1. E’ giusto. Sì, confermo. In tutti questi anni si è lavorato per questo. Un bello scambio per tutti all’estero.
  2. Troppe cose. Meglio non rispondere.
  3. Positivo. Facciamo il Salone dal primo anno. Positivo sempre per il pubblico e autori.
Grazie mille agli Editori per avermi concesso il loro prezioso tempo, senza aver chiesto loro un appuntamento come sarebbe dovuto, ma si sa il Salone del Libro è anche fermento.
Fermento di gente, ma soprattutto di idee, di parole colte o sussurrate, di risate dei bimbi e dei grandi, di gioia per vedere il proprio libro stampato o per sentire leggere i propri scritti.
E’ con questo spirito che posso aggiungere solo che è sempre bello partecipare perché ogni anno si conoscono nuove persone e questo è importante per tutti noi!






Parma Salone del Camper 2017


FIRST TIME di Germana Blandin Savoia

PARMA SALONE DEL CAMPER 2017
Girare il mondo è un po’ l’ambizione di tutti e poterlo fare con la casa dietro è fantastico.
Stare in ogni dove con la propria famiglia e i propri adorati animali è quanto puoi realizzare con il camper. Spingersi ad esempio a Capo Nord e cercare poi le tracce di Odino fino a lambire la Russia, andare ovunque.
Il camper rappresenta la libertà d’agire, il desiderio di condivisione. S’impara quanto sia preziosa l’acqua, quindi ad usarla con parsimonia. E’ il bene più prezioso al mondo e insegnare ai nostri figli che va usata senza sprecarla anche quando si torna a casa è un codice etico da non sottovalutare.
Con il plein air s’impara anche a rispettare la natura, portando a casa i rifiuti, e ad ammirare i luoghi raggiunti senza arrecare danni.
Dopo questa premessa è giusto raccontare quanto il Salone del Camper di Parma edizione 2017 offre.
700 modelli esposti su di un’area di 120.000 mq. + 14,5% di veicoli venduti sei primi mesi del 2017 superando anche la Francia la Germania e il Regno Unito. Numeri che testimoniano una crescita esponenziale anche nell’aumento di produzione degli autocaravan: +22% rispetto al 2015. Questo anche perché il made in Italy viene riconosciuto e apprezzato all’estero difatti bel il 77% della produzione è stato esportato. Questi sono i dati salienti che i produttori soddisfatti hanno comunicato.
Difatti lo spazio dedicato al turismo itinerante si sta imponendo come un traino per l’economia italiana.
Il Salone va visitato e va vissuto. Non sto a raccontare la marca migliore: perché non c’è. Tutte le marche si sono confermate al Top e sono in grado di soddisfare le vostre richieste passando dall’ubicazione degli interni alla spesa da sostenere. Detto questo va ricordato che invece occorre incontrare un buon concessionario a cui rivolgersi. Noi in Piemonte siamo molto fortunati, posso citare l’eccellenza rappresentata da “Grosso Vacanze” che la mia famiglia e io conosciamo da oltre 20 anni. Ma la cosa più sorprendente è che quando si pensa a questa azienda si pensa solo e sempre al Sig. Vincenzo Grosso. Lui è l’azienda. Lui è il è punto cardine di riferimento in cui tutti questi anni è stato al timone. Piemontesi e non si sono affidati a lui. Un consiglio, un suggerimento, ogni piccolo dubbio dopo il suo intervento si affrontava con la consapevolezza dell’aiuto ricevuto.
Mite e schivo riservato, ma con un cuore grande.
Destino vuole che ci siamo incontrati e nonostante siano passati circa 10 anni dall’ultima volta, siamo stati accolti come gli ospiti più importanti da ricevere e abbiamo amabilmente chiacchierato come si fa con gli amici più cari. E’ stato un bel momento che mi piace condividere perché le persone come lui sono rare e incontrarle nella vita rappresenta una vera fortuna.
Qualche news però ci è stata data: ad esempio l’avanguardia tecnologica con cui in concessionario si è posto al pubblico precorrendo i tempi rispetto al resto del mercato e dulcis in fundo il passaggio del testimone dal nostro sig. Grosso al nipote.
Quindi per riassumere: dal fondatore al prosecutore con la stessa passione per questo lavoro, e con loro mi sono fatta fotografare.
Questo è tutto. A voi scoprire il piacere di vivere all’aperto.

Sale iodato riduce le malattie del sistema endocrino - tiroide


FIRST TIME di Germana Blandin Savoia
Dietista autrice blogger

Sale iodato riduce le malattie del sistema endocrino – tiroide

La proposta di aggiungere lo iodio al sale è stata formulata dall’Organizzazione Mondiale della Sanità.
Ci sono aree nel pianeta in cui l’apporto nella dieta di questo minerale è troppo basso e si sa che la carenza può provocare gravi disturbi. Difatti si possono manifestare problemi sullo sviluppo fisico e mentale dei bambini; negli adulti si può incorrere invece nel gozzo endemico, le cui conseguenze posso essere più o meno gravi a seconda dell’età e del sesso. L’uso del sale da cucina in aggiunta agli alimenti è comune in tutto il mondo con un consumo giornaliero, quindi si è pensato di idodurare il sale. Questo rappresenta la soluzione ideale per prevenire la carenza iodica delle popolazioni a rischio. Inoltre il costo di tale operazione è basso, quindi non incide sul costo finale del beneficio.
La razione di iodio indicata è di 150 microgrammi al dì. Bisogna ricordare che il nostro organismo non è in grado di sintetizzare lo Iodio, per tanto dobbiamo introdurlo con gli alimenti. Tuttavia sono pochi gli alimenti che lo contengono: pesci di mare e crostacei, latte, carne e uova. Nei vegetali e nelle frutta le concentrazioni sono minori. Alla luce di questo, non bisogna pensare di aumentare la dose di sale iodato sugli alimenti da consumare, perché il nostro organismo non ne assorbe più di quanto è necessario, attenzione però al surplus; è vero che viene eliminato con le scorie (urine), ma dosaggi particolarmente elevati possono comunque essere nocivi. Quindi massima attenzione ad esempio nell’uso di integratori a base di alghe marine perché ricchissimi di iodio, e allerta all’uso eccessivo del sale da cucina che sia o meno iodato. Perché l’uso eccessivo di sale provoca: ipertensione, malattie renali, cardiache e dei vasi sanguigni, tumori allo stomaco, osteoporosi.
Introducete poco sale, vivrete meglio e più a lungo.
E’ importante sapere invece, che recenti studi su individui hanno dimostrato che l’uso di sale iodato influisce sulla riduzione delle malattie del sistema endocrino e della tiroide.
Per riassumere: se vogliamo stare in buona salute non dobbiamo superare i 6 grammi di sale iodato al giorno. L’ attenzione va posta nell’acquisto, l’etichetta deve riportare: Sale iodato o sale iodurato, perché il resto è sale marino o sale integrale. Non fate confusione e non lasciatevi confondere.
Alla prossima.







12/01/2017

Riscopriamo i semi di lino


FIRST TIME di Germana Blandin Savoia
Dietista autrice blogger

Riscopriamo i semi di lino
Sembra ieri che il babbo raccontava di un rimedio antico della nonna per “alleggerire il sangue”:
I semi di lino.
La ricetta è semplice: un cucchiaino di semi di lino lasciati in ammollo dalla sera per tutta la notte in un bicchiere di acqua naturale. Bere il mattino seguente a digiuno. Nella notte i principi attivi avranno rilasciato nell’acqua le mucillagini, grassi, proteine, enzimi, vitamine e tracce di acido cianidrico. Ma per noi l’importante è il risultato. L’acqua nel bicchiere risulterà spessa, ossia non sarà più liquida ma grazie alle mucillagini fuoriuscite risulterà densa e globosa quasi gelatinosa. Non c’è da spaventarsi: tutto nella regola. Se non dovesse accadere, i semi potrebbero essere vecchi oppure il tempo di contatto lino/acqua non è stato sufficiente.
Ritorniamo all’efficacia del prodotto.
La nonna diceva che serviva per alleggerire il sangue. Cosa vuol dire? Semplicemente la purificazione delle nostre arterie. Non poco! E’ un rimedio non una cura! Da fare per un mese intero almeno tre volte l’anno.
Io abitualmente sottopongo i miei familiari e me a questo trattamento. Certo mi direte, ma i benefici? A lungo termine dico io. La nonna è vissuta fino a 96 anni non ha mai trascorso un giorno in ospedale, leggeva le preghiere senza occhiali. Sinceramente non è tutto del lino il merito, ma all’alimentazione frugale di un tempo che assicurava benessere fisico. Però io che non ho un’alimentazione frugale ma sana, conservo il primato “credo” di avere 47mg/dl di trigliceridi costante nel tempo!
Il lino è una pianta annuale con fiori blu. Quest’anno alcuni semi li ho piantati nella foto il risultato.
Mia madrina invece “erborista” mi ha insegnato che…

Alla prossima.









13 Ottobre 2016